Cosa sono le cappelle del commiato

cappelle del commiato

Sin dall’antichità gli uomini hanno accompagnato la dipartita dei propri cari con rituali e celebrazioni che potessero aiutare i vivi ad elaborare il lutto e custodire il ricordo del congiunto nel modo più sereno possibile.

L’importanza di questo momento così sacro è sottolineata ancora oggi dalle veglie e dai riti funebri, che assumono caratteristiche diverse in base alle varie culture.

In Italia, fino a pochi anni fa era tradizione esporre il defunto alle preghiere e ai saluti dei parenti direttamente in casa, dopo averlo vestito con gli abiti migliori. In alcuni casi si offriva anche una sorte di piccolo rinfresco per amici e parenti, che spesso venivano da lontano ad onorare il loro caro defunto.

Negli ultimi anni però questa tradizione si sta scontrando con le difficoltà date dalla disponibilità di case sempre più piccole, che rendono complicato accogliere un grande numero di persone. Tra l’altro le famiglie sono sempre più ristrette, difficilmente si condivide la casa con nonni o cugini, come succedeva un tempo, il che rende oneroso, per chi deve già affrontare il dolore della perdita, occuparsi anche delle incombenze relative alla gestione della veglia e dei riti funebri, dalla pulizia della casa, alla preparazione di qualcosa da offrire agli ospiti, ai fiori e tanto altro.

Per ovviare a queste difficoltà, da qualche anno si sta diffondendo l’usanza di appoggiarsi alle cosiddette cappelle del commiato, strutture messe a disposizione dal comune, o private, che permettono di esporre il defunto all’ultimo saluto dei suoi cari comodamente, in un ambiente ampio, solitamente vicino a quello dove saranno celebrate le esequie, religiose o meno.

Le cappelle del commiato

Le cappelle o sale del commiato sono di tradizione statunitense; qui da noi spesso sono strutture semplici e scarne, attigue alle cappelle cimiteriali, ma in alcuni casi queste sale offrono invece ambienti più ampi e curati, come le cappelle del commiato di Firenze, arricchite anche da un bel giardino.

Le cappelle del commiato non consistono in semplici sale per l’esposizione ma sono complessi che includono diversi ambienti: per la preparazione del defunto e la chiusura della cassa, per l’esposizione ai parenti e per la celebrazione del funerale religioso o del rito laico.

La cura dell’arredamento di interni ed esterni di queste strutture non è assolutamente un elemento trascurabile.

La fragilità emotiva nella quale si vengono a trovare molte delle persone coinvolte nell’evento, rende essenziale che queste vengano accolte in un luogo che possa essere loro d’aiuto, offrendo serenità e speranza, attraverso l’uso ci colori e simboli vicini alla cultura di chi si servirà della sala, che possano consolare e ricordare i punti cardine della propria fede, primo elemento di forza per chi resta.

Come allestire una buona sala

É consigliabile offrire ambienti con luce diffusa, tinteggiati con colori tenui e caldi; ove possibile, è bene inserire delle piante sempre verdi nell’ambiente.

I colori tenui e la luce stimolano il benessere e la calma interiore, le piante sono utili per due ragioni differenti: il colore verde ha il potere di rasserenare nelle situazioni di ansia, in più le piante perenni portano indirettamente a pensare all’estinto come eternamente vivo, nella memoria di chi lo ama per chi è ateo, nell’aldilà, in qualche tipo di Paradiso, per chi è credente.

Nel caso di esequie cristiane è fondamentale la presenta di un crocifisso o di una rappresentazione di Gesù risorto.

Bisogna fare attenzione non solo al simbolo, ma anche alla bellezza estetica di questi arredi sacri: la bellezza parla all’anima prima ancora del simbolo e insieme ad esso.

Una croce brutta o una statua non rifinita porteranno inconsciamente a vivere l’esperienza della morte come qualcosa di drammatico e desolante, e potrebbero indurre sfiducia anziché speranza. La cura dei dettagli è fondamentale per avere cura al meglio delle famiglie che saranno ospitate in questi luoghi adibiti ad una funzione così importante e delicata.